Molte persone attive professionalmente versano nel pilastro 3a solo verso la fine dell’anno. Ciò avviene spesso per abitudine o perché fino ad allora possono valutare meglio la propria situazione finanziaria. Con la nuova possibilità di effettuare versamenti retroattivi, la previdenza diventa però decisamente più strategica. Oltre a una maggiore flessibilità, acquista importanza soprattutto il momento del versamento.
La panoramica seguente mostra come funziona la nuova regolamentazione, quali vantaggi offre e quali condizioni quadro devono essere rispettate.
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Cosa significa il versamento retroattivo nel pilastro 3a?
Con la nuova regolamentazione, i contributi annui del 3a non interamente sfruttati possono essere versati successivamente. Sono interessati gli anni in cui l’importo massimo legale non è stato utilizzato o lo è stato solo parzialmente – ad esempio a causa di lavoro a tempo parziale, interruzioni dell’attività lucrativa, redditi fluttuanti o di un ingresso tardivo nel pilastro 3a.
Questi contributi non sono quindi più considerati definitivamente persi, ma possono essere recuperati a determinate condizioni.
I principali vantaggi in sintesi
- Maggiore flessibilità nella pianificazione previdenziale: I contributi annui del 3a non sfruttati possono essere recuperati nell’arco di più anni. Questo crea un margine di manovra supplementare per le persone con un percorso professionale irregolare.
- Pianificazione invece di pressione temporale: Chi versa per tempo l’importo massimo annuo soddisfa un presupposto centrale per eventuali versamenti retroattivi futuri. La pianificazione previdenziale risulta così meno condizionata da decisioni a breve termine a fine anno.
- Doppio effetto in caso di versamento anticipato: I versamenti retroattivi sono interamente deducibili dal reddito imponibile nell’anno del versamento. Se il versamento avviene presto, il capitale beneficia inoltre più a lungo dell’effetto degli interessi composti.
Punti importanti da considerare
- Ambito temporale di applicazione: La nuova regolamentazione si applica a partire dall’anno fiscale 2026 e riguarda le lacune previdenziali a partire dall’anno 2025. Gli anni precedenti non possono essere considerati retroattivamente nel 2026.
- Periodo retroattivo: I versamenti successivi sono possibili entro un periodo massimo di dieci anni. Una lacuna contributiva sorta nel 2025 può quindi essere colmata al più tardi entro la fine del 2035.
- Requisiti personali: È necessario disporre di un reddito da attività lucrativa soggetto all’AVS sia nell’anno della lacuna sia nell’anno del versamento retroattivo. Inoltre, nell’anno del versamento retroattivo deve essere versato nel pilastro 3a il rispettivo importo massimo annuo.
- Importo del versamento retroattivo possibile: È possibile versare retroattivamente la differenza tra l’importo effettivamente versato e il contributo massimo legale dell’anno in questione (per il 2025 e il 2026 l’importo massimo è pari a CHF 7’258). L’ammontare di questo importo massimo dipende dall’esistenza o meno di una cassa pensioni, motivo per cui si applicano limiti differenti per lavoratori dipendenti e lavoratori indipendenti.
- Trattamento fiscale: I versamenti retroattivi possono essere interamente dedotti dal reddito imponibile nell’anno del versamento. Non è prevista una correzione fiscale retroattiva per gli anni precedenti.
Nota per le persone soggette all’imposta alla fonte: Per le persone soggette all’imposta alla fonte, la deduzione fiscale derivante da un versamento retroattivo ha in linea di principio effetto solo se nell’anno in questione viene richiesta o effettuata una tassazione ordinaria successiva (TOS / NOV). Senza una tassazione ordinaria, il vantaggio fiscale derivante dal versamento potrebbe non poter essere fatto valere o solo in misura limitata. Si raccomanda pertanto una verifica individuale della propria situazione fiscale con il proprio consulente fiscale.
Maggiore flessibilità
La possibilità di effettuare versamenti retroattivi aumenta notevolmente la flessibilità del pilastro 3a. Allo stesso tempo, diventa chiaro che un versamento tempestivo nell’anno in corso acquista importanza: garantisce sicurezza nella pianificazione, preserva opzioni di intervento future e massimizza il beneficio a lungo termine della previdenza.
Il pilastro 3a si evolve così da una semplice misura di fine anno a uno strumento strategico della pianificazione finanziaria e fiscale a lungo termine.
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