Rubrica di Alain Grand
In Svizzera, la cassa pensioni aziendale è stata a lungo considerata un’espressione di autonomia imprenditoriale. Chi gestiva un proprio istituto di previdenza decideva autonomamente in merito alla strategia d’investimento, ai piani previdenziali e al finanziamento. Soprattutto nelle PMI consolidate, la cassa pensioni propria era spesso parte integrante della cultura aziendale — associata all’ambizione di assumersi direttamente, e nel lungo periodo, la responsabilità nei confronti dei collaboratori e dell’azienda.
Ma la realtà è cambiata. Sempre più aziende si chiedono oggi se questo modello sia ancora sostenibile nelle attuali condizioni quadro.
L’evoluzione degli ultimi anni parla chiaro: dal 2013 centinaia di aziende hanno rinunciato alla propria cassa pensioni aziendale, trasferendola a un istituto collettivo o comune. Le ragioni risiedono meno in una mancanza di volontà che nei crescenti requisiti in materia di governance, competenze specialistiche e gestione dei rischi.
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Nella foto: Alain Grand, responsabile specialistico della previdenza presso Tellco
La responsabilità diventa più complessa
Nel 2026 molte PMI saranno sottoposte a ulteriore pressione. I requisiti normativi per gli istituti di previdenza continuano ad aumentare. Temi quali trasparenza, integrazione ESG, rischi d’investimento, cybersicurezza o documentazione professionale dei processi decisionali occupano oggi in modo intenso anche gli istituti di previdenza di dimensioni più contenute.
Al tempo stesso, il consiglio di fondazione continua a essere responsabile. Chi gestisce una cassa pensioni aziendale non assume solo una responsabilità strategica, ma può anche rispondere personalmente in caso di violazione dei propri obblighi.
A ciò si aggiunge un problema strutturale: molti istituti di previdenza più piccoli dispongono di risorse umane limitate. Quando membri di lunga data del consiglio di fondazione o direttori della cassa pensioni lasciano il loro incarico, diventa sempre più difficile trovare successori idonei con sufficienti competenze in materia previdenziale e d’investimento.
Ciò che in passato poteva essere gestito con un impegno contenuto richiede oggi conoscenze specialistiche in ambiti quali la gestione patrimoniale, le questioni attuariali e la governance regolamentare.
I costi fissi aumentano più rapidamente degli effettivi
La situazione diventa particolarmente impegnativa per gli istituti di previdenza piccoli e medi a causa della struttura dei costi.
Molte spese — ad esempio per la revisione, gli esperti in materia di casse pensioni, le verifiche regolamentari o l’amministrazione — si generano indipendentemente dal numero di persone assicurate. Se diminuisce il numero degli assicurati attivi o aumenta la quota di beneficiari di rendita, i costi fissi per persona assicurata crescono in modo sensibile.
A ciò si aggiungono gli sviluppi demografici. In numerose PMI tradizionali, la struttura per età è cambiata in modo significativo negli ultimi anni. Una quota più elevata di beneficiari di rendita vincola capitale e riduce la flessibilità finanziaria dell’istituto di previdenza.
Al più tardi a quel punto si pone la questione strategica: una soluzione previdenziale autonoma è ancora adeguata alle dimensioni attuali dell’azienda, alla sua capacità di rischio e alla strategia aziendale di lungo periodo?
Assicurazione completa o soluzione semiautonoma?
Nella pratica, oggi le aziende si trovano per lo più di fronte a due alternative: l’assicurazione completa oppure un istituto collettivo o comune semiautonomo.
L’assicurazione completa offre la massima sicurezza. Un assicuratore vita si assume sia i rischi d’investimento sia quelli assicurativi. Le sottocoperture sono escluse e le prestazioni sono garantite. Soprattutto in tempi di incertezza economica, questo modello rimane interessante per le aziende orientate alla sicurezza.
Le soluzioni semiautonome, invece, hanno acquisito molta importanza negli ultimi anni. In questo modello, rischi quali decesso e invalidità vengono generalmente riassicurati, mentre il capitale di vecchiaia viene investito collettivamente sui mercati dei capitali. Ne derivano opportunità di rendimento più elevate nel lungo periodo — seppur associate a determinati rischi di mercato.
Per molte PMI, le fondazioni collettive moderne offrono oggi un vantaggio decisivo: combinano strutture di governance professionali con economie di scala. Amministrazione, compliance, gestione patrimoniale e requisiti regolamentari vengono gestiti centralmente, mentre le aziende possono al contempo mantenere margini di manovra nella configurazione dei piani previdenziali e del finanziamento.
Il dibattito sta cambiando
Solo pochi anni fa, al centro della discussione vi era spesso la questione se una cassa pensioni aziendale fosse espressione di una particolare indipendenza. Oggi l’attenzione si sposta su un’altra domanda: quale struttura è stabile, efficiente e sostenibile nel lungo periodo?
Proprio nel 2026 emerge chiaramente che i requisiti posti agli istituti di previdenza continueranno a professionalizzarsi. Digitalizzazione, sviluppi normativi e mercati dei capitali volatili aumentano ulteriormente la pressione.
Per molte PMI, quindi, non si tratta più principalmente di autonomia, ma della sostenibilità della soluzione — sul piano del personale, finanziario e organizzativo.
Ciò non significa che le casse pensioni aziendali abbiano in linea di principio fatto il loro tempo. Le aziende con dimensioni sufficienti, una governance stabile e risorse chiare potranno continuare anche in futuro a operare con successo con una propria soluzione.
Molte altre aziende, tuttavia, riconoscono sempre più che gli istituti collettivi o comuni moderni offrono oggi soluzioni in grado di combinare professionalità, flessibilità ed efficienza. Il fattore decisivo non è quindi la tradizione di una struttura, bensì la sua sostenibilità futura.
Biografia
Alain Grand vanta oltre 20 anni di esperienza nella previdenza professionale. Con la sua competenza e la sua ampia rete contribuisce in Tellco alla definizione di soluzioni previdenziali orientate al futuro.
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