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Riscatto nel 2° pilastro: risparmio d’imposta e migliore previdenza

Riscatto nel 2° pilastro: risparmio d’imposta e migliore previdenza

01.10.2018 |


Tramite la cassa pensione è possibile ottenere un risparmio d’imposta effettuando i cosiddetti riscatti volontari. Ma cosa bisogna considerare? Quali sono i vantaggi? Nel vostro caso è indicato effettuare un riscatto nella cassa pensione?


Avete forse un conto pilastro 3a e a fine anno versate regolarmente un preciso importo alla previdenza vincolata, costituendo riserve per la vostra vecchiaia ma soprattutto risparmiando sulle imposte? Anche il riscatto nella cassa pensione potrebbe fare al caso vostro, in quanto cela un potenziale di risparmio considerevole. Per molti assicurati rappresenta una scelta molto sensata.
 

Quali sono i vantaggi che vi apporterebbero i riscatti nel 2o pilastro?


I riscatti nella cassa pensione vi consentono, da un lato, di colmare le lacune previdenziali e percepire più avanti una rendita di vecchiaia maggiore e, dall’altro, di ottimizzare il vostro carico fiscale al momento del riscatto poiché il capitale di previdenza è esonerato per tutta la durata assicurativa dall’imposta sul patrimonio, sul reddito e dall’imposta preventiva. Inoltre i vostri riscatti possono essere dedotti dal reddito imponibile. Pertanto può essere conveniente effettuarli in maniera scaglionata su diversi anni così che il reddito sia soggetto a un’aliquota più bassa.

Normalmente effettuate i riscatti alla fine dell’anno, come nel caso del pilastro 3a, ma in situazioni complesse può essere assolutamente sensato versarli già all’inizio dell’anno in modo da beneficiare degli interessi della previdenza professionale, attualmente pari all’1,0%.
 

Cosa bisogna considerare in caso di riscatto?

  • Se la vostra previdenza presenta delle lacune, potete ricorrere ai riscatti volontari che verranno indicati dalla Tellco pkPRO sul certificato di previdenza.
  • Quello che viene versato nel 2o pilastro resta di regola in questo pilastro fino al pensionamento. A tal proposito non viene fatta alcuna distinzione tra riscatti volontari e contributi obbligatori. Nei seguenti casi la legge consente una liquidazione del capitale prima dell’età di pensionamento: se intraprendete un’attività indipendente, se acquistate un’abitazione per risiedervi oppure se abbandonate definitivamente la Svizzera.
  • In caso di divorzio o scioglimento di un’unione domestica registrata il capitale di previdenza accumulato durante il matrimonio o l’unione domestica viene ripartito e così anche i riscatti se sono stati finanziati con il patrimonio comune.
  • Eventuali conti pilastro 3a devono essere considerati nella misura in cui derivanti da un periodo di attività lavorativa autonoma.
  • Se sono già stati prelevati fondi dal 2o pilastro per la proprietà di abitazioni, è necessario restituirli prima di effettuare ulteriori riscatti.
  • I riscatti effettuati sono bloccati per un periodo di tre anni, di conseguenza durante tale periodo di blocco non viene versata sotto forma di capitale alcuna prestazione risultante da tali riscatti. In genere un prelievo di capitale effettuato nei primi tre anni dal riscatto comporta fastidiose conseguenze a livello fiscale.
 

Nel vostro caso quando è indicato effettuare un riscatto?


In qualunque momento. Se siete vicini all’età di pensionamento, è ora di controllare le prestazioni di vecchiaia future e di effettuare un riscatto nella cassa pensione. Quanto più a lungo il riscatto viene remunerato nella cassa pensione, tanto maggiori saranno l’effetto generato dall’interesse composto e le prestazioni derivanti. Michel Herzig, direttore della Tellco pkPRO, consiglia: «Quanto prima iniziate a versare i riscatti, tanto maggiore sarà l’ammontare della vostra rendita, in quanto il capitale versato nella Tellco pkPROduce utili, andando ad aumentare le vostre rendite.»
 

Effettuare riscatti nella cassa pensione è particolarmente indicato:

  • in caso di primo ingresso nella cassa pensione dopo il compimento dei 25 anni;
  • dopo un aumento salariale che va ad incrementare il vostro potenziale di riscatto;
  • ai lavoratori indipendenti. Versare un salario alto che viene poi erogato dalla cassa pensione può essere molto più conveniente dal punto di vista fiscale che assoggettare all’imposta il vostro reddito o gli utili societari;
  • in caso di adeguamento dei contributi di risparmio previsti dal vostro piano previdenziale;
  • in caso di passaggio a una nuova cassa pensione con prestazioni di risparmio più elevate;
  • se mancano alcuni anni assicurativi (lacune previdenziali), ad esempio per soggiorni all’estero, studio, disoccupazione, interruzione dell’attività lavorativa o divorzio;
  • se si prevede un pensionamento anticipato;
  • per l’ottimizzazione fiscale in anni ad alto reddito.

Prima di effettuare un riscatto è opportuno valutare la solidità della vostra cassa pensione, in quanto anche l’importo a titolo di riscatto resta fermo all’interno della stessa spesso fino al pensionamento. È bene non effettuare riscatti in casse che presentano una sottocopertura, poiché in caso di risanamento gli assicurati sono chiamati a contribuire. Esaminate dunque minuziosamente la vostra cassa pensione e verificate quanti assicurati attivi contano per ogni pensionato. La Tellco pkPRO, ad esempio, vanta una quota eccezionale: «25 assicurati attivi per pensionato», rivela Herzig.
 
Effettuando i riscatti andate a ottimizzare la vostra previdenza secondo il motto: acquistate oggi una rendita migliore per domani. Vi assisteremo volentieri.


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